I sei minuti che mandano Daniil Medvedev ai matti e l’Open Usa sul lettino dello psichiatra cominciano con un fotografo che si sposta per il campo Louis Armstrong, cioè il centralino di Flushing Meadows, quando non dovrebbe. Al servizio c’è il francese Benjamin Bonzi, un onesto mestierante che nel 2024 ha vinto il primo e fin qui unico titolo Atp: avanti due set (6-3, 7-5) e 5-4 nel terzo con l’ex n.1 del ranking, Bonzi ha sulla racchetta il match point che gli consentirebbe di cogliere il più bel risultato della carriera. Ma non mette la prima, il fotografo si muove, la partita è — di fatto — disturbata. Il giudice di sedia Greg Allensworth applica il regolamento e concede al francese di rigiocare il punto. Medvedev perde il controllo: impazzisce. Urla contro l’arbitro («Vuoi solo andartene a casa!»), prova ad aizzare il pubblico in suo favore, si pianta come un totem al centro di una bolgia che trova la complicità del tifo.
Medvedev e l'«esaurimento nervoso» agli Us Open: «Ho pensato di chiudere la carriera qui»
Daniil Medvedev è in piena crisi mentale. Dopo la sconfitta al primo turno degli Us Open, caratterizzata dall'ennesima esplosione di rabbia, l'ex n. 1 del mondo mostra chiari segni di esaurimento. Boris Becker lo invita a cercare aiuto professionale, suggerendo una pausa per ricostruire (non vince da 2 anni)











