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Ultimo aggiornamento: 15:21

Quasi 10 minuti di follia. Ma nemmeno così Daniil Medvedev è riuscito a vincere. È stato un incontro surreale quello andato in scena al primo turno degli Us Open tra il russo, vincitore a New York nel 2021, e il francese Benjamin Bonzi, numero 51 al mondo. Con un evento spartiacque, dovuto a un fotografo sciagurato. E con un lieto fine, perché l’antisportività di Medvedev non è stata premiata.

Il momento chiave è sul primo match point capitato a Bonzi, in vantaggio per 5-4 nel terzo set dopo aver vinto i primi due 6-3 7-5. Il francese sbaglia la prima di servizio, ma proprio in quel momento un fotografo decide di muoversi dal campo prima che Bonzi potesse servire la sua seconda, interrompendo di fatto la partita con un’interferenza esterna. Il giudice di sedia Greg Allensworth intima al fotografo di uscire dal campo, poi annuncia che Bonzi avrebbe ricevuto la possibilità di giocare di nuovo la prima di servizio a causa del ritardo, cosa comune nel tennis. Medvedev però va su tutte le furie e comincia il suo triste show.

Il russo si avvicina al giudice di sedia per lamentarsi della decisione e iniziano i fischi. Inizia a protestare ferocemente, chiedendo da subito l’aiuto del pubblico. Poi si gira verso la telecamera gridando: “Ha ragione Reilly Opelka, lui – (il giudice di sedia, ndr) – guadagna sulla partita, non guadagna per le ore che sta in campo. L’arbitro vuole solo andarsene a casa“. Medvedev aizza il pubblico contro l’arbitro, ma di fatto anche contro il suo avversario. Per più di cinque minuti è impossibile riprendere il gioco. Bonzi non può servire perché tutto il pubblico rumoreggia tra cori e fischi. Chiedendo come mai il russo non abbia ricevuto nemmeno un warning, ampiamente meritato. Alla ripresa del gioco il francese finisce con il perdere il match point, subire il break e poco dopo cedere anche il set.