Altri cinque giornalisti sono stati uccisi a Gaza, per un bilancio che sale drammaticamente a 300 operatori dell’informazione morti tra le bombe mentre raccontavano il dramma della Striscia. «Una strage mai vista nella storia contemporanea. Bisogna fermare tutti i massacri a Gaza. Uccidere chi porta la verità significa tentare di cancellare ogni testimonianza dei crimini di guerra e contro l'umanità che Israele continua a commettere», ha commentato Fiorella Zabatta, co-portavoce di Europa Verde e esponente di Alleanza Verdi e Sinistra.
Chi sono i reporter uccisi
Mohammad Salama, fotoreporter e cameraman, ha perso la vita durante l’attacco. A confermarlo è al Jazeera, testata per cui lavorava. «Al Jazeera Media Network condanna, nei termini più forti possibili, questo orribile crimine commesso dalle forze di occupazione israeliane, che hanno preso di mira e assassinato direttamente i giornalisti nell'ambito di una campagna sistematica per mettere a tacere la verità», a affermato l'emittente in una nota.
L'Associated Press ha poi annunciato la morte di Mariam Abu Daqqa, 33 anni, giornalista video che lavorava come freelance per l'agenzia fin dall'inizio della guerra. In una precedente dichiarazione, si affermava che Daqqa non fosse in missione presso l'agenzia al momento della sua morte. Un portavoce della Reuters ha dichiarato: «Siamo sconvolti nell'apprendere della morte del collaboratore della Reuters Hussam al-Masri e delle ferite riportate da un altro dei nostri collaboratori, Hatem Khaled, negli attacchi israeliani all'ospedale Nasser di Gaza di oggi»












