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Se non avesse paura della verità, Israele farebbe entrare i giornalisti nella Striscia di Gaza e non ucciderebbe quelli sul campo. Men che meno si affiderebbe alla manica di 10 influencer che hanno cantato le magnifiche sorti e progressive di come Tel Aviv stia distribuendo aiuti al popolo palestinese con la sinistra, mentre con la destra pigia il bottone dei bombardamenti. Invece nell'ultimo fine settimana sulle principali piattaforme social una decina di influencer statunitensi e israeliani ha pubblicato una sfilza di video in cui mostra “come stanno le cose”. Come stanno secondo loro. Ovvero secondo il ministero israeliano della Diaspora che, riporta il quotidiano israeliano Haaretz, li ha invitati e portati a spasso là dove alla stampa internazionale da quasi due anni è vietato entrare.