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Oggi il matcha, la polvere di tè verde tipica di bevande e dolci giapponesi, si trova nei menù delle caffetterie di tutto il mondo. Dopo la pandemia, infatti, nel giro di pochi anni, il tè matcha è passato dall’essere semisconosciuto in Occidente a uno dei prodotti più richiesti e pubblicizzati. Tra le ragioni c’è la popolarità del Giappone come meta turistica, ma soprattutto la sua affermazione come bevanda di moda sui social: per il suo colore verde brillante e per le sue supposte proprietà benefiche per la salute.

Mentre la domanda continua a crescere però la produzione fatica a starle dietro e non solo: secondo l’Associazione giapponese di produttori del tè quest’anno sarà inferiore rispetto a quella dell’anno scorso. Nel 2024 ne erano state prodotte 5336 tonnellate: più di due volte e mezzo i volumi di dieci anni fa.

Nei paesi occidentali in generale negli ultimi anni la domanda di matcha è cresciuta moltissimo: soprattutto per le bevande e i dolci che vengono serviti nei bar e nelle catene di caffetterie, ma anche per l’uso casalingo o per esempio all’interno di prodotti cosmetici. Gli Stati Uniti in particolare acquistano un terzo del tè esportato dal Giappone, che negli ultimi dieci anni è più che raddoppiato. L’azienda statunitense Mizuba Tea Co, che compra matcha dal Giappone e lo rivende ai negozi americani, ha detto a BBC News che i suoi clienti finiscono in pochi giorni quantità di matcha che un tempo gli duravano per un mese.