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A Milano governa da 15 anni il centrosinistra, da quando nel 2011 diventò sindaco Giuliano Pisapia. Da allora ha vinto tutte le elezioni: non solo quelle amministrative, ma anche le regionali e le europee. Vinse perfino alle politiche del 2022, mentre nel resto d’Italia la destra otteneva l’ampia maggioranza che ancora oggi sostiene il governo di Giorgia Meloni.
A Milano il centrosinistra ha la maggioranza anche in molti quartieri più periferici, in controtendenza rispetto a quasi tutte le altre grandi città italiane, dove ormai da tempo le periferie votano prevalentemente a destra. Succede a causa di alcune peculiarità nella storia di Milano, in passato polo operaio, ma anche per via del modo in cui si è sviluppata la città negli ultimi decenni, di come ha cambiato forma e di come è cambiata la sua popolazione.
Tutto questo è avvenuto proprio mentre tra le persone si diffondeva la percezione che Milano fosse sempre più esclusiva e per pochi, spesso per ricchi. Le recenti inchieste sull’urbanistica, poi, stanno contribuendo ad alimentare ampie discussioni sul fatto che Milano sia una città troppo elitaria, dove il guadagno di pochi può prevalere sull’interesse pubblico. Ma il dibattito esiste anche perché tanti, in realtà, vedono Milano come una città ambivalente, il luogo delle opportunità ma anche dei sacrifici. La modernità ha migliorato la città e i suoi servizi, ma per alcuni l’ha resa respingente, portando un aumento dei costi insostenibile.






