«Ciao mamma, ho deciso di scriverti questa lettera come se potessi sentire quello che sei stata per me». La sofferenza di un figlio che ha ancora tanto da dire a sua madre e allora affida al mare tutte le parole non pronunciate.
Il lutto, le lacrime, la nostalgia. Il mare che diventa amico sincero, l'inchiostro sulla carta a rendere indelebili i sentimenti e una bottiglia di vetro per affidarli alle onde, quasi che la marea possa consegnare il messaggio a chi non c'è più. A volte capita che il mare decida di restituire queste lettere, è successo a Rosolina dove alcuni turisti hanno ritrovato sulla battigia la bottiglia con la lettera scritta alla madre da Alessandro, e l'hanno recapitata all'Ufficio Turismo del Comune di Padova. È così che la mamma di Alessandro diventa la mamma di tutti. «Non c'è giorno che non pensi a te. Sei e sarai la persona che più ho amato nella vita. Non solo perché sei mia mamma ma perché assieme abbiamo affrontato tantissime difficoltà».
L’Adriatico ha conservato le parole di Alessandro per più di un anno: la lettera è datata 14 maggio 2024 a Maserà di Padova, a distanza di poco meno di un anno dalla morte della madre. È sgualcita su un lato, effetto della salsedine e l’umidità che il tappo di sughero della bottiglia non è riuscito a fermare, ma ancora si intravedono i contorni delle parole. «Anche se non sono credente l’unica cosa che chiederei è di rivederti nella terra promessa, quando finirà il mio tempo in questo mondo. Dicono che con il tempo il dolore di averti perso passerà, ma a me non passa nulla. L’amore che provo per te non si può spiegare».







