CASTELNUOVO DEL GARDA - «Volevo portare mio figlio disabile a Gardaland ma la loro risposta è stata sconcertante. Il desk richiede ai genitori di inviare via email la diagnosi medica completa del minore. Una cosa inaccettabile che va a ledere la dignità dei bambini con disabilità e delle loro famiglie. Ci sono rimasto veramente male». Doveva essere una gita fuoriporta di due giorni. Il viaggio da Genova e l'arrivo a Castelnuovo del Garda per passare una mini vacanza all'insegna del divertimento e della spensieratezza in uno dei parco giochi più apprezzati del Nordest, Gardaland. Tutto era quasi pronto. I bimbi, di cui uno diversamente abile, e i genitori. Una mail prima di partire inviata all'infobox del parco divertimenti chiedendo quali fossero i servizi dedicati agli utenti speciali e quale fosse (se ci fosse) un hotel adatto a loro. E poi tutto è sfumato. Quel sogno dei piccoli di due giorni all'insegna del gioco e della spensieratezza è crollato dietro alla richiesta del parco di "autocertificazione di disabilità completa di diagnosi".

«È una cosa inaccettabile. Ci sono rimasto veramente male». Lo ripete Marco M., vigile del fuoco di professione e portavoce dell'ormai ex comitato genitori 'Genova inclusiva'. E tutto quel "male" arriva forte e chiaro dalle sue parole e, ancor di più, dal suo tono di voce. Una delusione che ha messo anche nero su bianco in una corrispondenza via email con il Guest relation and customer care service (ufficio relazioni con il pubblico, ndr) del parco. Scambio di posta virtuale che ci ha dato modo di leggere ma che, per motivi di privacy, non pubblicheremo. «Ho girato tutto anche ai politici nazionali - sottolinea questo papà -. Anche alla premier Giorgia Meloni. Al momento non ho ricevuto nessuna risposta, ma è agosto. Rimango in attesa».