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Rispetto al Leonka è un edificio pubblico abbandonato che ospita soltanto italiani

"E allora CasaPound?". A chiederlo è la sinistra senza argomenti, quella spiazzata dallo sfratto del Leonka, quella che sta sempre dalla parte dell'illegalità ma solo quando si tratta di difendere i suoi, quella che l'emergenza abitativa è per le minoranze e mai per gli italiani. "E allora CasaPound?" è il ritornello in risposta al premier Giorgia Meloni che, dopo lo sfratto, ha chiarito che in Italia non possono esserci "zone franche". Una strumentalizzazione che l'opposizione crede possa mettere in difficoltà il governo ma che in realtà non regge. Tanto che, interrogato al Meeting, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha chiarito: "Se CasaPound si allinea a criteri di legalità, non c'è bisogno dello sgombero".

Il centro sociale (abusivo) di via Watteau a Milano, da una parte. Lo stabile occupato di via Napoleone III a Roma, dall'altra. Due storie diverse, due culture antitetiche. Chi tenta il confronto o non le conosce o è in mala fede. "Il paragone - dicono le tartarughe - è l'ennesimo tentativo maldestro della sinistra di spostare l'attenzione dai propri scandali e dalle proprie responsabilità".