Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Dopo lo sgombero del Leoncavallo la sinistra ha attaccato il governo per Casa Pound ma la posizione del ministro della cultura è chiara
Lo sgombero del Leoncavallo ha alimentato le polemiche della sinistra, che ora accusa la maggioranza di aver chiuso un "presidio culturale". Il centro sociale occupava abusivamente da tre decenni uno stabile di proprietà privata, i cui legittimi proprietari hanno reclamato più volte l'utilizzo. Le polemiche sono nate anche perché da sinistra si accusa di non voler sgomberare Casa Pound, l'organizzazione di estrema destra, anch'essa occupante.
"Se la domanda specifica è: 'Bisogna sgomberare Casa Pound?', la risposta specifica è: nella misura in cui Casa Pound si allinea a dei criteri di legalità, no", ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, spiegando che per quanto lo riguarda "ritengo che la posizione del governo, ovviamente, sia quella più ragionevole e cioè che non ci devono essere spazi di illegalità e incubatori di violenza. Ed è un ragionamento che vale per tutto, naturalmente". Per il vicesindaco di Milano, Anna Scavuzzo, invece, ieri c'è stata una inutile prova di forza perché con lo sfratto "non è risolta la questione del Leoncavallo, non so se al ministro Piantedosi è chiaro". Una dichiarazione non chiara quella di Scavuzzo, perché il Leoncavallo era occupante abusivo di uno spazio privato reclamato per il quale la proprietà è stata anche risarcita dallo Stato. Lo stabile andava liberato e non sarebbe accettabile una nuova occupazione nel prossimo futuro.






