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Il centro sociale sgomberato non si preclude alcuna possibilità e lancia la sfida alle istituzioni, dicendosi pronto anche a occupare spazi pubblici o privati per esistere

Il Leoncavallo sembra pronto a occupare nuovi spazi a Milano dopo lo sgombero compiuto a metà agosto dallo spazio occupato in via Watteu. La sede proposta a bando dal Comune di Milano sembra non essere stata gradita dagli attivisti, che nonostante abbiano ricevuto a parole il sostegno di artisti, esponenti della cultura e politici, non hanno trovato nessuno pronto a mettere mano al portafoglio per dare loro una mano. Quindi ora, a due mesi da quello sgombero ritardato per anni, il centro social ha l'esigenza di trovare un nuovo spazio, anche se non sembrano particolarmente propensi all'acquisto o all'affitto ma quanto, piuttosto, a una nuova occupazione o a trovare qualcuno che investa per loro, siano questi soggetti pubblici o privati. L'opzione occupazione resta sul tavolo, nonostante la conclamata illegalità e il nuovo rischio sgombero.