Apprende la notizia venerdì in tarda mattinata dalle testate online dei quotidiani: «Il Tribunale del Riesame annulla l’arresto di Manfredi Catella». Il provvedimento, però, viene notificato al patron di Coima Sgr solo dopo le 14.30. Lui, prudentemente, aspetta l’ufficialità prima di varcare la soglia della casa del centro città in cui è rinchiuso da 22 giorni. A quel punto si concede un’uscita con la moglie Kelly nel soleggiato pomeriggio milanese.

Vede i giornalisti appostati sotto al palazzo ma non risponde alle loro domande. Poi raggiunge l’ufficio e vi rimane a lavorare fino all’ora di cena. Dirama però una nota, la prima da quando, 35 giorni fa, ha saputo del suo coinvolgimento nell’inchiesta sull’urbanistica. E comincia proprio motivando il suo silenzio. «Non abbiamo rilasciato alcuna dichiarazione — scrive Catella — nel rispetto di quella che riteniamo essere una condotta deontologicamente rispettosa di un processo di valutazione da parte della magistratura che dovrebbe essere una regola innanzitutto morale per tutti».