Uno degli effetti più noti del Covid è la perdita – seppure temporanea – dell’olfatto. Ma la compromissione graduale della sensibilità agli odori è un’esperienza che tanti condividono, in particolare chi si trova in età avanzata e nota che i profumi si affievoliscono e il gusto dei cibi diventa piatto: una condizione che può portare perdita di appetito e depressione e che oggi viene trattata – ma non curata – con un riallenamento olfattivo basato sull’inalazione di composti aromatici.

Long Covid, i sintomi non passano per due contagiati su tre. Tracce del virus ancora dopo due anni

23 Gennaio 2025

Un gruppo di ricercatori coreani propone una soluzione che sa di fantascienza: restituire il senso dell’olfatto non tramite oli aromatici o terapie chimiche, ma con onde radio trasmesse da un’antenna puntata sulla fronte. L’idea è stimolare i neuroni dell’epitelio olfattivo, che si trovano in un’area del cervello difficile da raggiungere con gli attuali sistemi di stimolazione basati su elettrodi, perché il cranio agisce come una barriera che indebolisce le correnti elettriche. Di qui la scelta di utilizzare radiofrequenze, che una volta assorbite dai tessuti biologici inducono le molecole a vibrare.