«Sono una fan del cinema italiano, mi piacerebbe tanto lavorare qui». Lo dice chiaro Connie Nielsen, 60 anni e una serie di ruoli iconici, da Christabelle Andreoli di L'avvocato del diavolo a Lucilla di entrambi i Gladiatori, ma anche la madre Ippolita di Wonder Woman. In attesa di vederla nella nuova serie Robin Hood nei panni della potente Eleonora D'Aquitania, è appena tornata al cinema con Io sono nessuno 2 di Timo Tjahjanto. Il minimo comun denominatore di tutti i suoi personaggi? «Sono donne pronte a lottare fino allo stremo per la famiglia e le persone che amano».
Cosa l'attrae di questi ruoli di combattenti?
«Rappresentano la realtà di noi donne ogni giorno. Si fa un gran parlare di come dovremmo o non dovremmo essere. La verità è che siamo delle guerriere abituate a lottare, lo siamo sempre state, dalla preistoria a oggi. Mi sembra meraviglioso che il cinema finalmente lo racconti: le donne si sentono rappresentate con cura e dignità, valorizzate per quelle che sono ».
Qual è stata la più ardua sfida di Io sono nessuno 2?
«Ho dovuto imparare a nuotare. Venendo dalla Danimarca nuotare non rientrava esattamente nelle abilità con cui sono cresciuta, ho dovuto lavorare sodo per farlo in modo convincente».







