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Ultimo aggiornamento: 9:14
C’è un famoso aneddoto in cui una giovane Meryl Streep viene rifiutata dal produttore Dino De Laurentiis perché “troppo brutta”. È un episodio tragicomico, che più volte la stessa attrice ha rievocato ridendo. A renderlo paradossale è la carriera che ha poi percorso quell’interprete da Oscar. Eppure i criteri adottati dal produttore italiano naturalizzato statunitense non stupiscono. Ancora oggi, a distanza di cinquant’anni, sia nel cinema sia nel teatro l’aspetto fisico è dirimente per la scelta di un ruolo. “In Italia non ero mai né abbastanza magra, né abbastanza grassa. Mi dicevano che avevo un corpo troppo normale”, racconta Giorgia Vendetti, attrice teatrale di Roma. “In Olanda invece vedono il potenziale, non l’estetica. Dopo soli sei mesi qui ho fatto il mio primo spettacolo da sola”.
Giorgia abita a Leiden da un anno e mezzo. Lì ha seguito il padre, anche lui emigrato dall’Italia per lavoro, ma soprattutto è fuggita dalla precarietà e da un mondo del teatro troppo chiuso. “Cercavo continuamente provini e bandi, ma o non rientravo nelle caratteristiche fisiche richieste, o veniva preferito qualcuno dei soliti circoletti”, spiega. “Sono partita a scatola chiusa, senza rinunciare al mio sogno ma anche consapevole che all’estero avrei probabilmente dovuto fare un altro lavoro, almeno i primi tempi”. È così che ha inizio per lei una nuova gavetta: cameriera in un bar, commessa in un negozio di prodotti italiani, addetta alle vendite di una nota catena di abbigliamento sportivo. E intanto, il suo vero obiettivo: il teatro. Insieme, però, a una nuova stabilità economica: “Come commessa prendo il triplo di quanto prenderei in Italia, più di mio fratello ingegnere a Roma. È più facile investire su un proprio progetto”.






