L’articolo 3 della nostra Costituzione afferma il principio di uguaglianza. Un principio che — e non è un paradosso — è alla base della tutela delle diversità: siamo uguali davanti alla legge, ognuno di noi ha una dignità incoercibile, proprio perché siamo diversi. È questo uno dei fondamenti del principio di sussidiarietà. Spesso l’ideale dell’uguaglianza è stato usato demagogicamente, pur con tutte le buone intenzioni, per imporre uniformità dall’alto. Oggi la diseguaglianza è più il frutto della disgregazione di un progetto di convivenza, sottomesso alle logiche di mercato rispetto a quelle politiche. Paradossalmente ormai, soprattutto in Occidente, assistiamo a un rovesciamento dei rapporti: non più uno Stato forte, ma uno Stato debole, perché la politica si è indebolita.
Il dovere della coesione: una proposta
Il principio legislativo che abbiamo in mente è molto semplice e nello stesso tempo rivoluzionario. Nelle opere pubbliche sono sempre previste, a carico alla ditta che si aggiudica l’appalto, le cosiddette opere di compensazione: perché le compensazioni non possono essere anche per opere immateriali (mantenendo la regia in capo alle relative pubbliche amministrazioni)? Così la coesione sarebbe più efficacemente operativa






