Aiuto, il grillismo sta provando a tornare. Giuseppe Conte, dopo aver mandato in pensione Beppe Grillo, ne copia il peggio. L’ex premier ha fatto suo il programma della decrescita infelice, dello stipendio garantito a chi non lavora e del progresso da fermare a ogni costo e lo sta imponendo nelle Regioni che stanno per andare al voto. Il Pd e i suoi candidati governatori, ostaggio di Elly Schlein e della sua volontà di fare il campo largo delle sinistre, stanno sottoscrivendo programmi elettorali che sarebbero ritenuti deliranti perfino in una comunità hippy.

Nel giorno in cui il governo sgombera il Leoncavallo, il rinato asse giallorosso si prepara a fare di tutte le Regioni in cui si presenta una sorta di centro sociale, una comunità velleitaria priva delle regole basilari del buon senso, dell’economia e della equa e saggia amministrazione. È l’antipasto del programma con il quale l’opposizione si prepara a sfidare il centrodestra alle future Politiche, un mix di spesa sociale senza denari, ambientalismo senza modernità, dogmi ideologici e lacci alla libera iniziativa.

La voglia di potere e di posti sta piegando anche gli spiriti più riformisti ed evoluti del centrosinistra. La parola d’ordine da quelle parti è tutti insieme a ogni costo pur di vincere e tornare nella stanza dei bottoni, anche al prezzo di dover premere poi il bottone dell’autodistruzione, perché così vuole il sedicente avvocato del popolo. Il leader di M5S detta legge a sinistra in quanto è l’unico che può permettersi di andare da solo, perdere, e restare in gioco anche al prossimo giro.