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Secondo i dati dell’ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, nei primi sei mesi del 2025 tra gli aeroporti medio grandi ce n’è solo uno che ha avuto meno passeggeri rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: è Orio al Serio, a Bergamo, in cui c’è stato un calo del 4 per cento dei passeggeri, in controtendenza rispetto all’aumento generalizzato del 6 per cento negli aeroporti italiani.

È un dato abbastanza anomalo, considerato che Bergamo è il terzo aeroporto italiano per numero di passeggeri, e che non ci sono ristrutturazioni o lavori in corso sulle piste. Secondo un’analisi di Leonard Berberi, giornalista del Corriere che si occupa di aviazione, il motivo è legato al fatto che non è ancora stato trovato un accordo per il rinnovo dell’accordo commerciale tra la società che lo gestisce, la SACBO, e la compagnia aerea low cost Ryanair, da cui l’aeroporto dipende per l’80 per cento dei suoi voli.

L’accordo scade nel 2028 e le parti vorrebbero concluderlo entro la fine del 2025. Ma ci sono alcune divergenze che, secondo Berberi, avrebbero portato la compagnia a dirottare altrove parte dei voli.

Un aereo di Ryanair all’aeroporto di Bergamo (ANSA/MICHELE MARAVIGLIA)