SACILE (PORDENONE) - Una volta può accadere, due sono già un fastidio, ma a casa Rui ormai quegli episodi si ripetono con un'abitudinarietà che fa saltare i nervi. Non è piacevole ritrovare la propria proprietà invasa da immondizie di vario genere. Per lo più si tratta di evidenti resti di improvvisati picnic consumati di fronte al fiume. Su un terreno che è di qualcun altro. Alessio si è sfogato sui social. Augurando buon Ferragosto a tutti, ha ricordato che da lui ormai si passa il mese nella certezza di trovare in quel terreno di famiglia immondizie abbandonate da ripulire.

Talvolta non si tratta nemmeno di un singolo pezzo dimenticato, di una bottiglia di plastica sfuggita al proprietario. No, quella lasciata in dono dalla comitiva di incivili di turno è una piccola montagnola di schifezze. I resti di una grossa anguria, bottiglie vuote di vetro e plastica, lattine di bibite, scatole, scatoline e sacchetti di plastica, le bucce di un melone e un contenitore di plastica di quelli riusabili, per la conservazione dei cibi in frigo. C'è perfino quella che sembra essere insalata, evidentemente comprata in busta ma non abbastanza gradita. Non è la prima volta che succede, anzi «Ferragosto è stato l'apice di tutto», sottolinea Alessio Rui, che prosegue: «Mio padre è proprietario di un pezzetto di terra a Schiavoi, nella zona del percorso del fiume Meschio. Nella nostra proprietà anzi il corso d'acqua crea un'ansa dove c'è una bella spiaggetta di ciottoli».