Dal 24 maggio a inizio di agosto, Medici Senza Frontiere (Msf) ha ammesso 5.570 pazienti nei suoi programmi nutrizionali nella Striscia di Gaza, 927 nella settimana dal 2 all’8 agosto. Lo riferisce l’organizzazione in una nota sottolineando che il numero dei ricoveri è stato ogni settimana superiore a quello della settimana precedente, con un amento nelle settimane del numero dei casi gravi. Riferendosi in modo specifico a Gaza City, Msf spiega che al 9 agosto l’organizzazione aveva 1.599 persone registrate come pazienti ambulatoriali per malnutrizione, con un aumento complessivo del 10% rispetto alla settimana precedente.
«Per il bene dell’umanità, fateci entrare nella Striscia». È l’appello disperato lanciato oggi dal responsabile umanitario delle Nazioni Unite, Tom Fletcher, alle autorità israeliane, dopo la presentazione del rapporto sulla fame a Gaza, affinché non blocchino più l’ingresso degli aiuti umanitari. «Facciamo arrivare cibo e altri rifornimenti senza impedimenti e nella quantità massiccia richiesta. È troppo tardi per troppi, ma non per tutti a Gaza», ha aggiunto Fletcher.
La fame a Gaza è «apertamente promossa da alcuni leader israeliani come arma di guerra». Lo ha detto il responsabile umanitario delle Nazioni Unite, Tom Fletcher, commentando il rapporto dell’Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), sistema globale di monitoraggio della fame sostenuto dalle Nazioni Unite, sulla carestia nella Striscia. «È una carestia che ci perseguiterà tutti», ha aggiunto, invitando il premier Benjamin Netanyahu a un «cessate il fuoco immediato» e chiedendo che vengano aperti i valichi per far entrare gli aiuti umanitari.














