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22 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 9:28

“Io vorrei andare avanti. È un mio diritto costituzionale correre per il consiglio e non può esistere un diritto di veto sulle candidature, salvo che non si tratti di nomi impresentabili e non è questo il caso. Sarebbe un’esclusione immotivata”: Michele Emiliano non molla di un millimetro e, dalle colonne di Repubblica, manda un messaggio forte e chiaro non solo ad Antonio Decaro, ma anche e soprattutto al Nazareno, che pure in questi giorni aveva tentato la mediazione: io non mi tiro indietro rispetto alla candidatura in Consiglio regionale, fa sapere il governatore arrivato quasi a scadenza di doppio mandato, “non è previsto da nessun regolamento che un politico venga escluso per eccesso di capacità e di esperienza”.

La questione, ormai, è nota. Antonio Decaro, l’ex sindaco di Bari eletto poi a Bruxelles nelle file del Pd con oltre 500mila preferenze, è il candidato in pectore proprio alla successione di Michele Emiliano alla guida della Regione Puglia. Ma, da che mondo è mondo, due galli in un pollaio non convivono bene. Addirittura tre, in questo caso, perché anche Nichi Vendola, colui dal quale tutta la dinastia ha avuto inizio, vuole candidarsi in Consiglio regionale con Avs. Una compresenza che risulterebbe, per Decaro, decisamente scomoda: trovarsi in Aula i due ex presidenti, ancora popolarissimi in Puglia, non agevolerebbe le sue scelte politiche.