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La dichiarazione congiunta Ue-Usa sui dazi presentata ieri, che formalizza l'accordo politico raggiunto il 27 luglio scorso in Scozia, è, secondo la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, «l’accordo migliore possibile». La dichiarazione, che annuncia «un quadro per un’intesa sul commercio reciproco, equo ed equilibrato», arriva a risolvere alcune discrepanze che si erano rese evidenti tra le due parti dopo l’annuncio dell’accordo. Nel testo, l’Ue s’impegna nell’intenzione di eliminare i dazi sututti i prodotti industriali Usa e di fornire «accesso preferenziale al mercato» per diversi prodotti agroalimentari americani che Bruxelles definisce «non sensibili» (frutta a guscio, prodotti lattiero-caseari, frutta e verdura fresche e trasformate, alimenti trasformati, semi da piantare, olio di soia, carne di maiale e di bisonte e aragosta). Di conseguenza, l’Ue liberalizzerà l’accesso alla maggior parte delle esportazioni statunitensi di questo genere. Gli Stati Uniti, da parte loro, si impegnano ad applicare sui prodotti europei dazi per un massimo del 15%, tra cui rientrano automobili, farmaci, alcolici e vino. Su quest’ultimo, in particolare, l’Europa, con Italia e Francia in testa, aveva nei mesi scorsi esercitato continue pressioni affinché venisse escluso dalle tariffe, ma, come ammesso dal Commissario europeo per il Commercio Maros Sefcovic, «purtroppo non siamo riusciti» a inserirli nell’accordo». Anche se, ha aggiunto, «le porte non sono chiuse», perché «entrambe le parti hanno concordato di valutare altri settori in futuro, e questi sono una nostra priorità».











