Sarà estradato in Germania, dove indagano sull'attentato del 2022 nel Mar Baltico. L'uomo era una spia di Kiev
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Una famiglia di ucraini è in vacanza in Italia, a San Clemente in provincia di Rimini, lontana dagli orrori della guerra. Nel borgo medievale la quiete è spezzata nella notte tra il 20 e il 21 agosto quando nella struttura ricettiva in cui alloggia con moglie e due figli il capofamiglia viene arrestato dai carabinieri di Misano Adriatico. È Serhii Kuznietsov, che non oppone resistenza ai militari consegnando passaporto e cellulare. Detenuto nel carcere di Rimini, l'ucraino verrà estradato in Germania dove è sospettato di concorso e coordinamento nel sabotaggio dei gasdotti Nord Stream dalla Procura generale federale (Gba), che ha emesso a suo carico un mandato di arresto europeo. Secondo la Bild si tratta di un ex agente della agenzia dei servizi ucraini Sba e capitano di un reparto della difesa aerea a maggio del 2022 incaricato dallo stato maggiore di Kiev di compiere operazioni di sabotaggi. Le indagini vanno avanti e potrebbero esserci altri sabotatori rifugiati in Italia.Tre delle quattro condotte da Vyborg in Russia a Lubmin in Germania attraverso il Baltico esplosero nella notte del 26 settembre 2022. Da allora la Gba ricerca i sabotatori. Con il fermo di Kuznietsov un elemento potenzialmente risolutivo si aggiunge alla pista ucraina già battuta dalla Gba. A giugno 2024 gli inquirenti tedeschi avevano emesso un mandato di arresto europeo per l'ucraino Vladimir Zhuravlev, istruttore della scuola sub Scuba Family di Kiev. Da Pruszków in Polonia, dove risiedeva, il subacqueo è riuscito a rimpatriare sfuggendo alla cattura perché informato "ovviamente" dal governo di Varsavia "per coprire il suo coinvolgimento" nel sabotaggio.










