di
Valeria Costantini
Il 43enne romeno è andato sotto casa della ex e ha iniziato a urlarle contro. Lei lo ha anche filmato e consegnato i video ai militari
Era sotto casa dell’ex moglie a urlarle contro insulti e minacce davanti ai figli piccoli. Un giudice gli aveva imposto di non avvicinarsi alla donna, ma il divieto non ha fermato il 43enne che, l’altra sera, ha inscenato l’ennesimo agguato. Sono stati i carabinieri della Stazione di San Vittorino, piccolo paese non distante da Tivoli, a bloccare l’uomo, di origine romena, responsabile di un punto vendita della Capitale. Quasi un anno fa, a dicembre 2024, lei, 37enne connazionale, lo aveva denunciato per ripetute violenze e maltrattamenti in famiglia: raccontato l’incubo che stava vivendo ai militari e formalizzato le accuse, poi il tribunale per lui aveva stabilito il divieto di avvicinamento alla donna. Doveva starle lontano ad almeno 500 metri dai luoghi da lei frequentati, dall’abitazione al posto di lavoro. L’ossessione dell’uomo però non si è affievolita. La sera di Ferragosto la sua rabbia è esplosa.
Incastrato dai videoIl 43enne è piombato a casa dell’ex moglie e, quando lei ha rifiutato di aprirgli la porta e tantomeno di incontrarlo, lui ha iniziato a gridare sotto il balcone dell’abitazione. Una serie di insulti e minacce urlati a gran voce, senza preoccuparsi che i due figli piccoli della coppia fossero in casa al momento dell’aggressione. L’uomo ha continuato a inveire contro la ex compagna per oltre mezzora. Si è fermato ed allontanato solo quando lei, ormai terrorizzata ed esasperata, lo ha avvisato di aver attivato l’allarme dal suo dispositivo anti-stalking, che si offre in dotazione alle donne vittime di violenza di genere, proprio per allertare le forze dell’ordine nei casi di estrema urgenza. I carabinieri di San Vittorino, immediatamente intervenuti sul posto, hanno tranquillizzato la donna e i bambini, per poi diramare l’alert di ricerca dell’uomo. È stato rintracciato poco dopo e arrestato in flagranza differita.










