Una vita da detective. Silvio Bacherini, classe 63, titolare di licenza investigativa dal 1987, pilota privato di aeromobili e istruttore subacqueo, ha passato gli ultimi quattro decenni a cercare verità, molto spesso scomode, negli «armadi» di persone e aziende. L'ha trovata quasi sempre anche se talvolta avrebbe preferito non farlo. Mogli o mariti traditi, figli dediti al consumo di droghe, persone scomparse, dipendenti infedeli, studi legali alla ricerca di elementi probatori a discolpa dei loro assistiti e un'ampia gamma di altre situazioni per le quali la figura dell'investigatore privato può rivelarsi utile se non fondamentale. Perché ha scelto questo mestiere? «Ho preso la licenza nel 1987 dopo aver assolto il servizio militare in Marina e un periodo di apprendistato in un’agenzia investigativa. È un lavoro sempre diverso che ti permette di venire a contatto con la più varia umanità». Dopo 40 anni di carriera, lei sa tutto di tutti? «So tutto quello che mi hanno chiesto di accertare i miei clienti e so tutto quello che loro mi hanno riferito. Siamo una sorta di “confessori” legati da un vincolo di riservatezza». Esistono ancora i segreti? «Quando ho iniziato era molto diverso, c’erano più vincoli, più burocrazia. Pensi che all’epoca erano vietati “appostamenti”, “pedinamenti” e “preparazioni di sorprese”». Come facevate? «Qualcuno ha detto che il 99% del lavoro dell’investigatore privato è al 100% legale». Adesso è diverso? «C’è più tecnologia e con le giuste conoscenze è tutto più facile. I cellulari hanno pochi segreti, esistono dispositivi come i “tracker”, che se utilizzati da noi in ambito di indagine sono legali, i quali consentono di seguire un veicolo dal cellulare o dal computer».
“Da Las Vegas al Messico alla caccia di tradimenti e spy story: la mia vita da detective”
Silvio Bacherini, al lavoro da 40 anni per scovare infedeltà coniugali, cimici e false malattie







