Un documentario, una serie tv che ha incollato e ha diviso milioni di persone, ma non è ancora arrivata l’ultima puntata. La storia dei fratelli Menendez che Netflix, pur romanzandola, ha fatto conoscere a tutto il mondo non si è conclusa come Erik sperava: con la libertà. Con un nuovo processo. Con una nuova vita, No, la commissione gli ha negato la libertà vigilata. Sono 35 anni che è in carcere insieme al fratello Lyle per aver ucciso a fucilate, con brutalità e crudeltà, madre e padre.

L’udienza

Davanti ai giudici Erik ha avuto 10 ore per spiegare che “è cresciuto a mentire, rubare, imbrogliare”, che ha sempre “desiderato che suo padre non fosse vivo” quando “abusava di noi”. Che il papà era “terrificante”.

Erik Menendez davanti alla commissione

Ma i commissari si sono concentrati anche sugli anni in carcere, tra consumo di alcolici, l'affiliazione a una gang e possesso di cellulari di contrabbando. Sulle violenze da adolescenti. Sul macabro omicidio. E hanno deciso che Erik Menendez continua a "rappresentare un rischio irragionevole per la sicurezza pubblica". Anche se allora i due ragazzi avevano 18 e 21 anni, ora ne hanno più di 50 entrambi.