La tragedia di Gaza e l’Ucraina martoriata dal conflitto con la Russia di Putin. I migranti, la speranza dell’integrazione, il lavoro, la tecnologia, l’inverno demografico, l’Europa. Da oggi e fino al 27 agosto il quarantaseiesimo Meeting di Rimini riunisce i big della politica per discutere del futuro dell’Italia. Il titolo quest’anno è «Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi», ispirato da Thomas Stearn Eliot. Ad aprire la settimana di dibattito sono state scelte simbolicamente due madri: Layla al-Sheik, musulmana di Betlemme e Elana Kaminka, israeliana, entrambe orfane di figli scomparsi a causa della guerra fra israeliani e palestinesi. E poi la passerella di quelli che contano: apre l’ultimo ex premier Mario Draghi, chiude Giorgia Meloni.

In mezzo i vice Antonio Tajani, Matteo Salvini, i ministri Abodi, Foti, Giorgetti, Giuli, Locatelli, Lollobrigida, Piantedosi, Pichetto Fratin, Schillaci, Urso, Valditara. Draghi oggi parlerà del futuro dell’Unione, così come l’altro autore di un rapporto chiesto dalla Commissione di Bruxelles, Enrico Letta, presidente dell'Istituto Jacques Delors. Ci saranno la presidente del Parlamento di Strasburgo Roberta Metsola e il vicepresidente per l’Italia della Commissione Raffaele Fitto.