di Eugenio Lanza
Ricordate Amir Avivi? Era il signore che si stagliava, in piedi, alla sinistra di Pina Picierno nella famosa foto a Bruxelles con l’estrema destra israeliana. Lei ancora più sorridente di lui. Si tratta del Presidente e fondatore del cosiddetto “Israel’s Defense and Security Forum” (“Offense Program” era troppo schietto).
In ogni caso, il losco figuro ha di recente dichiarato a Fox News che l’occupazione totale di Gaza City sarebbe un passo pivotale nella battaglia contro il nemico. Insomma, il disprezzo del diritto internazionale in persona è stato accolto con tutti i crismi nel cuore della democrazia europea, da parte di una signora che poco più tardi ha impedito che un artista si esibisse in Italia perché russo. Questa è Pina Picierno.
E se né ci sorprendono le mire espansionistiche di Avivi, né ci interessa l’intrinsichezza con lo stesso dell’eurodeputata Picierno, non può che desolarci la posizione della segretaria del suo partito. Un timoroso silenzio assoluto. Non può agire? Non ne ha potere? Aspetta che la situazione migliori da sola? Forse si accontenta dei voti d’appartenenza. Interpellata sul Medioriente, Elly Schlein si limita a lanciare proclami contro Netanyahu, per non rimanere troppo indietro rispetto al Movimento e ad Avs, entrambi schierati apertamente dalla parte delle vittime di questo nuovo olocausto. Perché di questo si tratta. E dovremmo fermarci a riflettere anche sotto il sole agostano.






