Per calcolare la quantità di dati che sono già finiti all'interno del cloud - per essere conservati, condivisi, utilizzati - non possiamo più ragionare né in termini di Terabyte né in termini di Petabyte. Siamo ormai ampliamente entrati nell'era dgli Zettabyte, che corrispondono a 1,000,000,000,000,000,000,000 byte (o mille miliardi di gigabyte). La società di ricerca Cybersecurity Ventures stima che circa il 50 per cento di tutti i dati prodotti - ormai non solo dall'uomo ma anche dalle macchine - sono finiti all'interno delle «nuvole», ovvero spazi di elaborazione e di archiviazione messi a disposizione da provider e a cui si può accedere da remoto in ogni momento. Sono spazi che si «affittano», dei cassetti o armadi virtuali dentro i quali conservare ciò che vogliamo e che ci può essere utile. Ormai non ci facciamo neanche più caso, ma la maggior parte dei nostri beni digitali finisce qui. Mail, foto, video, documenti (anche importanti). La domanda è: se smettiamo di pagare il nostro abbonamento al cloud, a questi dati cosa succede?