di
Marco Bonarrigo
Khelif si è affrettata a smentire il manager, aggiungendo che non la rappresenta più
Imane Khelif ha gettato la spugna e lasciato la boxe. Lo sostiene il manager della pugile algerina che un anno fa trionfò ai Giochi di Parigi dividendo l’opinione pubblica e le avversarie per i dubbi legati alla sua identità sessuale, unendo in una feroce discriminazione Donald Trump che la canzonò in campagna elettorale e Vladimir Putin che istigò l’ex federazione internazionale (Iba) ad emarginarla dalle gare.
«Dopo quello che è successo alle Olimpiadi, Imane non pratica più la boxe. In ogni caso, anche se volesse passare al professionismo, verrebbe sottoposta al nuovo test di genere», ha spiegato Nasser Yesfah aggiungendo che «Imane si allena in Algeria o in Qatar ma non gareggia». Khelif si è affrettata a smentire il manager, aggiungendo che non la rappresenta più. Anche sul suo seguitissimo profilo Instagram (1,8 milioni di follower), l’algerina, 27 anni, posta tutto meno che sessioni sul ring: partite di golf, sfilate, copertine (è ospite fissa su Vogue), eventi benefici. Dopo la trionfale finale con la cinese Yang Liu a cui era arrivata nel torneo parigino dopo il match-choc con la nostra Angela Carini, che abbandonò il combattimento in lacrime, Khelif non ha più incrociato i guantoni.









