Imane Khelif, medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 nella categoria -66 kg, avrebbe deciso di fermarsi. Dopo la storica vittoria contro la cinese Liu Yang e le speranze di un futuro nel professionismo, la pugile algerina potrebbe non tornare più sul ring. A dare la notizia è stato il suo ex manager, Nasser Yesfah, in un’intervista al quotidiano francese Nice Matin: «Imane non ha solo lasciato Nizza, ha lasciato il mondo della boxe». Puntuale la smentita dell’atleta. «Voglio chiarire al pubblico che le voci sul mio ritiro dalla boxe sono false», ha scritto su Facebook. Ha inoltre criticato aspramente l'ex manager, Nasser Yefsah, accusandolo di aver «tradito la sua fiducia e il suo Paese con dichiarazioni false e malevoli. Questa persona non mi rappresenta più in alcun modo - ha sottolineato - Non ho mai annunciato il mio ritiro dalla boxe. Rimango impegnata nella mia carriera sportiva, mi alleno regolarmente e mantengo la mia forma fisica tra Algeria e Qatar in preparazione per i prossimi eventi», ha aggiunto.
Il caso dell’iperandrogenismo e le polemiche
La partecipazione di Khelif alle Olimpiadi non era passata inosservata. La pugile è infatti affetta da iperandrogenismo, una condizione che comporta livelli elevati di testosterone nel sangue. Nonostante le polemiche legate alla sua idoneità a gareggiare nelle competizioni femminili, Khelif era riuscita a salire sul gradino più alto del podio, diventando un simbolo per l’Algeria.








