Una collaborazione tra Italia e Slovenia, tra medici e ricercatori, per rendere più efficace la riabilitazione post-ictus.

Era l'obiettivo del progetto di ricerca clinica transfrontaliera X-Brain.net - Network, finanziato dal programma Interreg Italia-Slovenija con un budget di 750 mila euro, i cui risultati sono stati presentati oggi, e che ha permesso di pianificare, tra i benefici per i pazienti, un recupero più rapido per chi affronta problemi legati all'immobilità e alla perdita della funzione muscolare.

Il lavoro è stato coordinato dal Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e della Salute dell'Università di Trieste, e ha coinvolto il Centro di Ricerche Scientifiche di Capodistria, della Clinica Neurologica dell'Ospedale di Cattinara dell'Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina e dell'Unità di Neurologia dell'Ospedale Generale di Isola.

La sinergia Italia-Slovenia è destinata a continuare anche dopo la conclusione della fase sperimentale.

Su un gruppo di volontari è stato testato un intervento multimodale, come ha spiegato Gianni Biolo dell'Università di Trieste, coordinatore del progetto, una procedura "che combina integrazione nutrizionale con leucina, allenamento cognitivo tramite realtà virtuale e attività pre-abilitative. Questo approccio si è rivelato efficace nel contrastare la perdita di massa e funzione muscolare e nel modulare i processi di riorganizzazione del sistema nervoso centrale tipici dell'immobilità, favorendo un recupero più rapido al termine del periodo di inattività".