Natalia Nagovitsyna è un’alpinista russa esperta di 47 anni che è bloccata da una settimana a 7000 metri di altezza sul Pobeda Peak, la vetta più alta del Tian Shan, con una gamba rotta. È una corsa contro il tempo per salvarla, anche perché è senza cibo, con poca acqua e non ha con sè nessuna radio per comunicare. Oggi si apprende di un alpinista italiano, morto nel tentativo di soccorrerla. Le sue generalità ancora non vengono rese note. La donna ha raggiunto la vetta, poi ha avuto un incidente ed è caduta in fase di discesa fratturandosi l’arto inferiore. Dal 12 agosto non riesce a muoversi ed è in attesa dei soccorsi.
Il compagno di scalata che era con lei le ha prestato i primi soccorsi e l’ha aiutata a ripararsi in una tenda ma poi ha proseguito la discesa dalla sedicesima montagna più alta del mondo per chiedere aiuto. Le operazioni di soccorso al momento sono tutte fallite e sono rese ancora più difficili a causa del maltempo. Un elicottero non è riuscito a raggiungerla perché la visibilità era pari a zero, mentre un altro elicottero Mi-8 del Ministero della Difesa russo è stato costretto a un atterraggio di emergenza. Anche il tentativo di salvataggio di due alpinisti non ha avuto successo. Un drone il 19 agosto ha però permesso di vedere che la scalatrice è ancora in vita nella tenda dove si è riparata.












