Il Pd e il Movimento 5 Stelle è da anni che fanno campagna elettorale nella Casa della Cultura Musulmana di Milano, la tanto discussa moschea abusiva di viale Padova 144, che fa capo all’architetto e imam Mahmoud Asfa, suocero di Sulaiman Hijazi, l’uomo che per anni è stato il vice di Mohammad Hannoun in una delle sue associazioni come la ABSPP, sanzionata dal Dipartimento del Tesoro Usa in quanto ritenuta una «falsa organizzazione caritatevole» che contribuisce a «finanziare l’ala militare di Hamas». Ed è proprio all’ultima carovana organizzata da Hannoun e dalla sua associazione Api, l’Associazione dei Palestinesi in Italia, che Asfa ha mostrato sostegno tramite i propri canali social (su un profilo Facebook peraltro scomparso dopo i nostri articoli) definendo quella di Hannoun come «una grande manifestazione di auto si aggira per le strade di Milano decorate con la bandiera palestinese in solidarietà a Gaza chiedendo la fine del genocidio». Ed è sempre Asfa la figura dietro al progetto della moschea di via Esterle, che dovrebbe essere la prima moschea di Milano ufficialmente riconosciuta.
Sala e i voti islamici. Le campagne elettorali di Pd e M5S in moschea
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