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«L’Occidente unito per costruire la pace e garantire la sicurezza dei nostri popoli». La maggioranza si stringe intorno alla premier Meloni, che così commenta il vertice sull’Ucraina, tenutosi l’altro ieri a Washington. In America, come riferiscono fonti italiane, è emerso «un grande segnale di unità favorito da un coordinamento europeo, nonché è «stato concordato che il processo che porta all’auspicata pace debba iniziare dall’elaborazione di garanzie robuste e credibili, che siano modellate sulla clausola di sicurezza collettiva prevista nell’articolo 5 della Nato». Approvata, quindi, all’unanimità la proposta di Palazzo Chigi. Soltanto quando si avrà una maggiore comprensione di tali elementi sarà possibile prevedere un incontro trilaterale tra Zelensky, Trump e Putin. Quest’ultimo dovrebbe tenersi a Ginevra, come voluto anche dal nostro esecutivo. La proposta di Roma, lanciata dagli Usa, non può essere presa in considerazione a causa del mandato d’arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale nei confronti del presidente russo.

Ipotesi trilaterale entro fine agosto: verso il vertice a Budapest

Tra i primi a commentare con positività quanto accaduto negli States, intanto, è il ministro degli Esteri Antonio Tajani: «Bene la forte presenza dell’Europa, ma benissimo che sia stata accolto quanto è stato voluto, sin dal principio, dal nostro esecutivo». A parlare di «giornata importante» anche l’altro vicepremier Matteo Salvini. «Se Trump – evidenzia - riuscirà a rimettere intorno allo stesso tavolo Putin e Zelensky, penso che il 2025 possa essere quello della fine di questa maledetta guerra. La riunione ieri è stata la miglior risposta ai gufi, agli uccelli del malaugurio, a quelli che dicono che Donald è un matto, un dittatore, un criminale o un chiacchierone». Soddisfazione per gli attestati di stima ricevuti dalla premier, invece, da parte di Fratelli d’Italia. Per Carlo Fidanza, capo-delegazione a Bruxelles della prima forza di maggioranza, «l’Italia è protagonista con Meloni, seduta al fianco di Trump». Sulla stessa linea d’onda il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti: «Il vertice alla Casa Bianca ha certificato il ruolo centrale del nostro presidente del Consiglio nello scenario internazionale. Lo stesso presidente americano ha riconosciuto la leadership di Giorgia, definendola una fonte di ispirazione e una figura destinata a guidare con stabilità e per anni il nostro governo».