Trentraquattro miliardi di euro in più di BTp nei portafogli degli investitori esteri. L’aggiornamento di giugno pubblicato ieri dalla Banca d’Italia è di quelli da sottolineare con l’evidenziatore. Un simile afflusso netto di denaro dall’estero nei confronti dei titoli di Stato italiani non si registrava su base mensile esattamente da sei anni e anche allora si era accompagnato a una sensibile riduzione dello spread Italia-Germania, sceso in un solo mese di oltre 40 punti da quote superiori a 280 mai più raggiunte, ma gli accostamenti rischiano di terminare qui.
Investitori esteri attratti dai BTp
A differenza di quanto avveniva in quel giugno 2019 – caratterizzato dalle indicazioni per un nuovo quantitative easing da parte dell’allora presidente Bce, Mario Draghi, e da più di uno scricchiolio nella maggioranza del primo Governo guidato da Giuseppe Conte, che sarebbe naufragato di lì a qualche mese nell’estate del Papeete – il dato odierno si inserisce infatti all’interno di una dinamica che appare al momento ben consolidata.
Da inizio anno le banche e i grandi fondi esteri hanno incrementato le proprie quote di bond governativi italiani per un valore di 84 miliardi dopo i 125 miliardi aggiunti nell’intero 2024. E se si fanno i conti dal giugno 2023, da quando cioè la tendenza dei flussi sembra essersi invertita, il saldo è positivo per oltre 230 miliardi.






