La quota di debito pubblico italiano nei portafogli degli investitori stranieri è a un soffio dai mille miliardi, livello che con ogni probabilità sarà certificato con i dati relativi ad aprile o al massimo a maggio. L’avvicinamento è fotografato dal censimento rilasciato ieri dalla Banca d’Italia, e aggiornato alla fine di marzo: in quella tabella, la quota di passivo acquistato oltreconfine è calcolabile a 982,8 miliardi di euro, cioè 18,2 miliardi in più rispetto al mese precedente. Basta un aumento analogo ad aprile per sfondare quota mille miliardi. E non è, va detto subito, una cattiva notizia.

BTp sempre più internazionali

A marzo, come spiegano le ultime statistiche di Via Nazionale, gli investitori internazionali erano tornati a detenere il 32,4% del debito pubblico italiano, una quota che non si registrava dal febbraio 2020, nei giorni in cui i primi pazienti italiani si ammalavano di quel Covid che nelle settimane successive avrebbe travolto le finanze pubbliche oltre alle strutture sanitarie del Paese. Da allora, la fetta straniera nella torta crescente del debito italiano aveva cominciato ad assottigliarsi fino al 26,2% toccato nel marzo 2023, livello minimo dal dicembre del 1998. Da lì è partita la risalita.