Gatta morta. Luciferina. Strega. Foxy Knoxy: tanti sono stati i soprannomi maligni attribuiti ad Amanda Knox dalla stampa, che riecheggiano come un’eco sinistra, un riverbero oscuro di quella fama mediatica che si è abbattuta su di lei. Secondo l’accusa, non c’era possibilità che lei non fosse in qualche modo responsabile di quanto accaduto in Via della Pergola a Perugia la notte del 1° novembre 2007. Amanda Knox e Raffaele Sollecito sarebbero stati i principali colpevoli di questa tragica vicenda che ha portato alla morte di Meredith Kercher, giovane studentessa inglese in Erasmus nella città umbra. Questo è ciò che la Procura ha sostenuto, ottenendo in primo grado la condanna a 26 e 25 anni di reclusione per i due imputati da parte della Corte d’assise. Ma la storia ha preso un’altra direzione.Una storia fotografata all’interno della serie The Twisted Tale of Amanda Knox, che debutta mercoledì 20 agosto su Disney+ con due episodi disponibili al lancio, seguiti da uno a settimana. Interpretata da Grace Van Patten, Sharon Horgan, John Hoogenakker, Francesco Acquaroli, Giuseppe De Domenico e Roberta Mattei, e creata da KJ Steinberg (This Is Us), la miniserie è ispirata alla storia di come Amanda Knox sia stata inizialmente giudicata colpevole dell’omicidio di Meredith Kercher e al processo per conquistare la libertà.La storia ci traghetta nell’autunno del 2007. Amanda Knox è una ragazza americana dal volto pulito e dai grandi occhi azzurri. Da Seattle si trasferisce a Perugia per motivi di studio. Abita in un appartamento insieme ad altre tre ragazze, tra cui Meredith Kercher, e lavora part-time in un bar, Le Chic, di proprietà di Patrick Lumumba. Un giorno incontra Raffaele Sollecito, uno studente di ingegneria informatica, gentile e riservato. Cinque giorni insieme sono sufficienti a intrecciare le loro vite, fino a quando l’impossibile bussa alla loro porta: Meredith Kercher, la coinquilina di Amanda, viene trovata morta, e improvvisamente i loro nomi sono legati a un’accusa di omicidio che li segna per sempre.L'omicidio di Meredith KercherKJ Steinberg, creator ed executive producer della serie, tra cui figurano anche Monica Lewinsky e la stessa Amanda Knox, ha forgiato una miniserie che ha pochi temi ma ben inquadrati e sviscerati, il primo fra tutti è l’architettura dello stereotipo, quel meccanismo fluviale che si mette in moto quando la stampa, l’opinione pubblica e persino le istituzioni cominciano a trasformare una giovane studentessa in un simbolo di colpevolezza. E non solo. Nella figura manipolatoria, nella machiavellica e calcolatrice femme fatale che ha organizzato un gioco sessuale finito male. In otto puntate vengono chiarificate tutte le luci e le ombre di una vicenda che, ancora oggi, ha delle zone buie che non sono state portate allo scoperto.Tutta la vita di una ragazza viene messa a soqquadro e passata sotto il microscopio. E Amanda Knox in un lampo passa da una esistenza ordinaria a dover condividere con il mondo quanti partner sessuali ha avuto, la falsa diagnosi di HIV e a subire le pressioni e le accuse di opinione pubblica, stampa e del procuratore che giorno dopo giorno innescano un processo di mostrificazione senza ritorno. The Twisted Tale of Amanda Knox racconta il processo, gli errori nelle indagini, i depistaggi, i dubbi, le paure e il dolore di famiglie intere travolte da un omicidio efferato i cui contorni non riescono ad essere messi a fuoco.Il corpo di Meredith Kercher comunica attraverso parole silenziose ma potenti: quello delle prove, delle ferite, delle tracce lasciate su di sé e nell’ambiente circostante. È un racconto che purtroppo da solo non basta, che viene interpretato, ricostruito, smontato e rimontato nelle aule di tribunale e sulle prime pagine dei giornali. Ogni elemento diventa materia di narrazione: il coltello, le impronte, il DNA, l'sms, la coperta, il gancetto del reggiseno, la finestra, i vetri rotti, i telefoni spenti, quelli scomparsi, la porta chiusa a chiave.Perché di questo si tratta, di storytelling collettivo, diverse narrazioni che si insinuano, si incrociano, cambiano direzione, dirottano opinioni, formulano punti di vista e si calpestano a vicenda. La miniserie ci permette di osservare la storia dal punto di vista di Knox, travisato, confuso, considerato artificioso o inverosimile, ampliando al massimo la prospettiva. Coinvolge altri protagonisti chiave, come il procuratore Giuliano Mignini e Raffaele Sollecito, di cui assumiamo il punto di vista in due episodi, offrendo sguardi complementari e arricchendo la comprensione complessiva della storia.Nella miniserie si fa riferimento a più riprese a Il favoloso mondo di Amélie che diventa quasi un MacGuffin: l’opera del 2001, diretta da Jean-Pierre Jeunet, viene ricordata in modo particolare all’interno di questa vicenda, sia nella realtà che nella sua rappresentazione, poiché è il film preferito di Amanda Knox, è stato il suo alibi la notte dell’omicidio di Meredith, e nella serie diventa un’espediente, la prospettiva attraverso cui alcune scene vengono costruite, ispirate evidentemente a quell’estetica un po’ fumettistica un po’ surrealista. Elemento che vorrebbe in alcuni momenti alleggerire forse il tono della serie, e in altri aiutare a comprendere il carattere di Amanda e la sua personalità naïve e romantica, ma non riesce proprio bene a fare né l’uno e nell’altro.Non tutto funziona all’interno della miniserie: il ruolo nella vicenda di Rudy Guede, condannato a 16 anni di reclusione per i reati di violenza sessuale e concorso in omicidio con ignoti, ad esempio meritava qualcosa in più all’interno dell’economia temporale della serie, cosa che ci porta a pensare che se qualcuno dovesse guardare la serie e ignorare la vicenda che racconta, forse potrebbe fare fatica in alcuni passaggi. The Twisted Tale of Amanda Knox è una storia colma di personaggi complessi, a volte contraddittori, colpi di scena, che nonostante alcune intuizioni poco efficaci e alcune lacune narrative, resta un prodotto che sa intrattenere, che cattura lo spettatore grazie alla sua capacità di intrecciare la vicenda personale della protagonista, la cronaca e il dramma giudiziario. Un’opera che diventa l’anatomia di un processo mediatico, che ha trasformato un caso di cronaca in un brulicante e incessante frastuono dai volti circoscritti e dai contorni indefiniti.
The Twisted Tale of Amanda Knox, la miniserie racconta l’anatomia di un processo mediatico dai volti circoscritti e dai contorni indefiniti
Ispirata alla storia di come la ragazza americana sia stata inizialmente giudicata colpevole dell’omicidio di Meredith Kercher, debutta su Disney+













