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19 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 18:21
Colpì una ragazza che passeggiava guardando le stelle. Ma quando uccise Sharon Verzeni a coltellate a Terno d’Isola (Bergamo), Moussa Sangare – individuato e fermato dopo un mese di indagini – era capace di intendere e di volere. Aveva dichiarato di avere avuto un raptus, ma la perita incaricata dalla Corte d’Assise di Bergamo, di stabilire la sua capacità ha stabilito l’uomo ha un “disturbo misto di personalità di tipo narcisistico e antisociale e un disturbo da uso di cannabinoidi”, ma questi disturbi, secondo Giuseppina Paolillo, “non sono andati a influire sulla comprensione della realtà”. Nel contempo non sono stati ravvisati disturbi della percezione né sintomi di comportamenti deliranti. Pertanto nella relazione Sangare è descritto come “un soggetto alla ricerca di esperienze eccitanti e adrenaliniche, poco propenso a prendere in considerazione le conseguenza per sé e per gli altri e con difficoltà nell’adattarsi alle norme sociali”
La perita, direttrice dell’Unità operativa complessa ‘Residenze psichiatriche e psicopatologia forense’ dell’Ausl di Parma era stata incaricata il 18 marzo scorso dalla presidente della Corte d’Assise Patrizia Ingrascì. Già lo scorso luglio Sangare – nato 30 anni fa a Milano da genitori originari del Mali – era stato giudicato capace di intendere e di volere anche dalla psichiatra Valentina Stanga, nominata come perito dalla giudice per l’udienza preliminare durante un altro processo, quello celebrato in abbreviato per le accuse di maltrattamenti ai danni della sorella e della madre dello stesso imputato e terminato con una condanna in primo grado a tre anni e 8 mesi.








