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19 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 15:51

Altro che fuga di massa dei ricchi stranieri dal Regno Unito per sfuggire all’aumento delle tasse. I numeri smentiscono che la stretta fiscale introdotta l’anno scorso dal governo di Keir Starmer – ma decisa durante il mandato del conservatore Rishi Sunak – abbia provocato un esodo di milionari residenti a Londra e dintorni in favore di destinazioni come Dubai o Milano. L’omologo inglese dell’Agenzia delle Entrate, analizzando i primi dati sulle comunicazioni mensili delle imprese sui redditi da lavoro e pensione, ha trovato che il numero di persone che hanno lasciato il Paese è in linea con le prime stime dell’Office for Budget Responsibility, o addirittura inferiore.

Il quadro descritto nei giorni scorsi dal Financial Times, che cita fonti a conoscenza dei dati provvisori relativi ai primi 120 giorni dell’anno fiscale, non è ancora completo visto che non comprende gli stranieri senza redditi da lavoro nel Regno Unito. Ma è sufficiente per smentire gli (interessati) resoconti catastrofici circolati negli scorsi mesi, secondo cui la riforma che ha abolito lo status di “residente non-domiciliato” – imponendo di pagare le tasse anche su redditi e plusvalenze esteri – e introdotto un sistema più severo di tassazione delle successioni avrebbe spinto un’ondata di contribuenti facoltosi a trasferirsi altrove.