Intelligenza artificiale è sinonimo di automazione? Assolutamente sì, ma non solo. E questo perché le doti trasformative degli algoritmi e delle tecnologie generative stanno effettivamente cambiando la nostra vita (privata e lavorativa) e il modo di prendere decisioni, ma troppo spesso il dibattito aziendale sugli impatti di queste tecnologie va a focalizzarsi unicamente sulla componente di automazione dei processi. E invece c’è altro, molto altro. Secondo Brian Solis, futurologo e Head of Global Innovation ServiceNow, il vero potenziale dell’intelligenza artificiale risiede in tre “funzioni” fra loro complementari: espandere le capacità umane, ridefinire i modelli di leadership e generare un impatto sociale e culturale profondo. Nella sua visione, l’intelligenza artificiale non è quindi solo uno strumento per “fare meglio le stesse cose” ma un catalizzatore per ripensare i modelli attraverso i quali si crea valore, si costruiscono relazioni e si immagina il futuro delle organizzazioni. Il concetto di “human-centered innovation” è non a caso un tema ricorrente nel pensiero di Solis, perché – sue parole - “non si tratta di sostituire l’uomo, ma di renderlo protagonista di una nuova era”. Ecco cosa ha raccontato in esclusiva al Sole24Ore.com in occasione della sua recente partecipazione all’AI Week di Milano.