Quella del 2025 passerà alle cronache come l’estate delle carissime spiagge semideserte e della montagna supercafona. O meglio: dei cafoni in montagna. Atti di vandalismo, aggressioni ai rifugisti, quando va bene imprudenza e code infinite del popolo dei social per accedere ai luoghi più instagrammati delle Alpi, ridotti a spazzatura dall’invasione del turismo di massa. Dopo Roccaraso, il Seceda. Cambiano i luoghi ma il meccanismo è sempre lo stesso. Si pensa che la montagna sia un hashtag, un selfie da postare anziché un territorio da rispettare e vivere con lentezza. A proposito di foto, anche taroccate: ci mancavano solo le squallide dispute tra le star dell’alpinismo – Simone Moro, Silvio Mondinelli e pure Reinhold Messner contro Marco Confortola, accusato di aver maldestramente mentito sulla conquista di alcuni dei suoi 14 Ottomila – ad avvelenare l’estate. Proprio loro, gli alpinisti, che in teoria dovrebbero essere i depositari dei veri valori delle terre alte. E che invece troppo spesso, per ego ipertrofico e manie di protagonismo, si mettono a barare o a bisticciare come si fa nelle peggiori riunioni di condominio.

L'alpinista Marco Confortola, al centro di una lite sugli Ottomila che ha coinvolto anche Moro e Messner