Non si può dire di conoscere le Alpi se non si è stati almeno una volta là, dove il Trentino si insinua tra Alto Adige e Veneto, una “terra di mezzo” davvero unica, distante dalle regine dorate delle Dolomiti e dal “limes germanicus”, per lingua tedesca s’intenda, e forse, per mentalità. Stiamo parlando di “un’altra montagna”, bellissima, un giardino geologico, dove le cime di roccia scura svelano una genesi vulcanica, in antitesi al candore delle alture dolomitiche dirimpettaie. Creste aspre che lasciano spazio alla natura selvaggia, costellata da laghetti alpini dalle acque cristallo e vallate verdissime, ammantate da boschi di conifere, habitat di una ricca fauna che popola un sottobosco da fiaba. La Catena del Lagorai si distingue per la sua unicità, una delle aree naturali più intatte della regione. Una destinazione paradisiaca che spazia nel Trentino orientale per circa 70 chilometri di lunghezza, e separa la valle del Fiume Brenta da quella dell’Avisio. Una montagna discreta e senza troppi fronzoli, autentica e distante dai grandi flussi turistici, che omaggia le tradizioni e ricorda il passato, scritto ancora nel territorio, un tempo conteso, segni che oggi si camuffano nel verde, quasi la natura volesse riempire il vuoto delle trincee, nascondere la ruggine delle postazioni militari e delle baracche di fortuna, ammorbidire le pietre scabre delle mulattiere, e i ricordi della “guerra bianca”, uno dei capitoli più bui del Novecento.
Lagorai e Valsugana: un paradiso nascosto nel Trentino orientale da esplorare
Montagne selvagge, laghi cristallini e terme storiche: ecco la guida per scoprire un angolo di Trentino autentico lontano dalle folle






