La novità era nell’aria, lui l’ha confermata. Trump accetta che gli Stati Uniti abbiano un ruolo a garanzia della futura sicurezza dell’Ucraina. «L’Europa è in prima linea per la vostra difesa, ma noi la sosterremo», così ha detto il presidente americano a Zelensky di fronte alla stampa. Più volte incalzato dai giornalisti su quel punto, non ha escluso neppure l’invio di truppe Usa sul terreno. Ma ciò che conta di più — lo sanno bene Francia e Regno Unito, le due nazioni più disponibili all’invio di soldati — è la protezione aerea, il controllo dei cieli, e l’intelligence satellitare: lì l’America ha una superiorità su tutti, Russia inclusa. Trump fa uno strappo rispetto alla sua linea di disimpegno dalle responsabilità militari in Europa. È essenziale perché gli europei possano sobbarcarsi un ruolo pieno di rischi.
L’intesa sui dazi e le spese militari: così l'Europa ha convinto Trump a proteggere Kiev
Da una parte gli «amici» europei e la nuova disponibilità a sostenerli nella difesa dell'Ucraina. Dall'altra l'incognita Putin: non è chiaro in che misura lo zar abbia cambiato posizione














