Una platea complessiva di 2 milioni e mezzo di dipendenti, per l’esattezza 2.503.881 . Sono i lavoratori del settore privato per i quali a settembre riparte la stagione della negoziazione contrattuale. Il caso più rilevante, per numero di aziende e addetti coinvolti, ma anche per la complessità dell’impianto contrattuale, è quello dell’industria metalmeccanica. Il rinnovo scaduto da più di un anno coinvolge oltre 1,7 milioni di lavoratori. A questo si aggiunge il rinnovo di Unionmeccanica Confapi (dicembre 2024), che copre circa 390mila lavoratori.

Sono molte le ragioni dietro l’allungamento dei tempi: in alcuni casi le negoziazioni si portano dietro nodi strutturali dei settori, in altri le parti devono affrontare questioni congiunturali, come la difficoltà di aggiornare la parte normativa o di trovare un’intesa sugli aspetti economici.

Oltre le tute blu

Tanto che, oltre a quello dei metalmeccanici, non meno problematici si stanno rivelando i ritardi di alcuni comparti quali il contratto delle strutture sanitarie private che è scaduto addirittura nel 2018 o quello delle telecomunicazioni nel 2022 (le trattative sono ripartite a fine luglio). A questi si devono sommare quattro contratti in scadenza entro la fine del 2025 (826.641). Sono il contratto delle cooperative socialie alcuni contratti come legno-sughero, gomma-plastica, industria chimica.