Dare lo sprint al rinnovo dei contratti collettivi. Sul pubblico, l'ultima manovra di bilancio ha messo risorse e la intese stanno arrivando, solo per restare alle più recenti basti pensare ai dirigenti. Ora tocca al settore privato. La priorità della maggioranza e del governo è il rafforzamento della contrattazione.
Per le forze politiche è una delle bussole per sostenere il mercato del lavoro, i cui numeri parlano di occupazione in aumento e disoccupazione in calo. La volontà è risolvere uno dei nodi chiave per molti settori: i ritardi nella firma delle nuove intese che prolungate erodono il potere d'acquisto di milioni di lavoratori dopo gli anni dell'inflazione cavalcante che solo negli ultimi tempi ha iniziato a ritrarsi.
La via per dare la spinta alla sigla delle nuove intese prende ora la forma dell'incentivo. Un modo per velocizzare le negoziazioni e, in caso di tempi che si allungano oltre il dovuto, arrivare ad adeguamenti automatici al costo della vita, recuperando almeno in parte quanto tolto dall'inflazione.
La soluzione è sul tavolo del governo con l'apertura della stagione di bilancio. Non è soltanto un modo per adeguare i salari al costo della vita, governo e maggioranza vogliono rafforzare la produttività e farà così partire un circolo virtuoso. La maggioranza prova ad accelerare sui rinnovi prevedendo di tassare meno gli incrementi retributivi nel caso i nuovi contratti siano perfezionati nei sei mesi immediatamente precedenti o successivi alla scadenza naturale. La Lega è capofila della proposta. Tra poche settimane si definiranno i dettagli.






