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18 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 17:51
In un passaggio dell’atto recentemente depositato dalla Procura di Milano nel contesto del procedimento contro amministratori locali e costruttori, è scolpito, in termini che vanno ben al di là del caso singolo, il dramma vissuto attualmente dall’Italia e dall’Europa intera. I funzionari pubblici coinvolti nell’inchiesta, scrivono i pubblici ministeri, “si esprimono ed agiscono non come pubblici ufficiali rispettosi dei confini e del ruolo della loro importante funzione pubblica a garanzia dei fondamenti su cui si regge la comunità e la convivenza civile in un settore delicato come l’urbanistica, ma come dipendenti privati e deferenti agli ordini di Catella”, il potente costruttore che emerge come dominus incontrastato della vicenda.
Si tratta di un passaggio che fa luce sul vero e proprio suicidio attuato dalla Repubblica italiana, le cui origini risalgono alla svendita del patrimonio pubblico ai privati attuata da Giuliano Amato & C. a partire da circa trent’anni fa. In tal modo il virus neoliberista venne inoculato in quel che restava dalla sinistra, già sconquassata dalle disastrose scelte di Occhetto e della fallimentare generazione dei Veltroni e dei D’Alema che gli fece seguito. Da lì derivano tutte le nostre disgrazie, compresa Meloni, Lollobrigida, Santanché, La Russa, Tajani, Salvini e tutta la compagnia di penosi saltimbanchi che afferma di stare governando l’Italia.






