Correva l’anno 1986 quando Éric Rohmer vinse il Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia con “Il raggio verde”, titolo che faceva riferimento a quel fenomeno ottico visibile per pochi istanti quando il Sole, all’alba o al tramonto, crea una sottile striatura luminosa.
Parte da un concetto simile “Frammenti di luce” (il titolo internazionale, più esplicito in questo senso, è “When the Light Breaks”), il film più atteso e significativo della settimana di Ferragosto in sala.
Arriva dall’Islanda questa produzione diretta da Rúnar Rúnarsson, regista giunto al suo quarto lungometraggio, che si era fatto conoscere con titoli come “Volcano” (2014) e “Echo” (2019).
Protagonista di questo nuovo film è Una, giovane studentessa d’arte che porta dentro di sé un segreto che la rende triste: il dolore che nasconde la soffoca ma deve annullarsi anche se è intorno a lei che tutto quanto ruota.
In una giornata mite e luminosa, Una incontra l’amore, l’amicizia e si sente travolta dalle emozioni provocate dalle persone e dagli eventi che la circondano.






