FJORD di Cristian Mungiu (Concorso) – Una famiglia romena (solo la madre è norvegese) si trasferisce tra i fiordi, iniziando un rapporto sereno con gli abitanti locali. I genitori impongono ai figli un’educazione molto rigorosa: sono tradizionalisti, di fede evangelista, non permettono smartphone, videogiochi, youtube e all’occasione mollano qualche sberla ai figli per riprenderne gli errori, i peccati. Proprio per questo, alla scuola scoprono dei lividi e i ragazzi durante l’interrogatorio ammettono che ogni tanto sono puniti fisicamente. Parte un’inchiesta dell’Ufficio protezione minori e i figli vengono momentaneamente sottratti ai genitori, mentre questi ultimi finiscono sotto processo rischiando il carcere. Fuori dai suoi territori, a Mungiu preme mettere in luce quanto i due sistemi siano entrambi rigidi nei loro regolamenti e credenze, tenendo una posizione da osservatore e come nel precipitare della situazione le parole non bastino più, non solo perché si parlano tre lingue, compreso l’inglese, ma perché sofferte nel linguaggio burocratico e legale. Ne esce un film al solito rigoroso e tosto, capace di scardinare tutte le contraddizioni di due sistemi diversi, politici, morali e anche religiosi, dove solo le nuove generazioni danno la sensazione di abbattere i confini, una speranza forse per il futuro. Una storia che non può non ricordare, estremizzando, la famiglia del bosco, chiedendosi fino a che punto le istituzioni hanno il diritto e il dovere di intervenire dentro l’organizzazione familiare. Ma rispetto al passato, Mungiu paga un po’ ambientazione e cast internazionale non raggiungendo quella profondità e austerità delle sue opere migliori. Voto: 7.