Sarà il trionfo estivo di corpi seminudi, abbronzati e ben esibiti. Sarà l'invisibile e potente tempesta di feromoni, i grandi seduttori biologici dell'attrazione fisica e del desiderio sessuale, che veleggiano festosi nell'aria, con la complicità delle temperature più alte, di corpi più esposti, di testosterone alle stelle. Sarà il bisogno di eccitazione, di emozioni, di trasgressione, dopo un anno grigio. Sarà la noia o un sottile desiderio di vendicarsi di un/una partner che non ci stimola, non ci corteggia, non ci considera più. Per mille ragioni l'estate, soprattutto in vacanza, fa esplodere la voglia d'amore e di avventure, in uomini e donne. Con un trend che non conosce battute d'arresto, in una società sempre più laica, sempre meno fedele, sempre più alla rincorsa del piacere come diritto, come valore in sé e come obiettivo della vita. Una società per molti aspetti delusa, inquieta e disorientata, che teme la routine, il chiudersi degli orizzonti e le difficoltà economiche dell'autunno.
«Ho voglia di innamorarmi», dicono molte donne. Un'espressione antica che rivela il bisogno di sognare, di sentirsi amate, di risentirsi al centro di uno sguardo, di una carezza, di un desiderio, di un progetto d'amore. Di sentirsi apprezzate e considerate di nuovo, dopo essersi sentite invisibili per troppo tempo. Un bisogno tanto più struggente e imperioso quanto maggiore è il vuoto esistenziale che lo anima. E tanto più rischioso, per ragioni diverse. Le illusioni d'amore sono il rischio maggiore, perché il bisogno di sognare ci induce a proiettare qualità inesistenti su persone diverse da quello che vediamo o crediamo di vedere, al punto da «mettere gli abiti dell'imperatore anche sul palo della luce», come ben diceva la mia intuitiva professoressa Jole Baldaro Verde (Illusioni d'amore, Cortina 2014).







